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Cervicale

Il dolore cervicale, o meglio la cervicalgia, inquadrata nei comuni disturbi muscolo-scheletrici: sintomi, consigli e orientamento terapeutico. Cura e terapia nel campo dell'osteopatia e fisioterapia.

Il dolore al tratto cervicale della colonna vertebrale, definito come cervicalgia e spesso abbreviato con "ho la cervicale", è indubbiamente un disturbo diffuso e fastidioso poiché, nelle sue varie manifestazioni, può coinvolgere la funzionalità di altri comparti.

Ancora una volta precisiamo che questi spazi informativi sono riferiti unicamente a quelle problematiche prive di patologia organica infiammatoria, ovvero dove nonostante il dolore, seppure acuto, non vi è nessuna artrite reumatoide (o altre forme sistemiche) evidenziabile con gli esami ematici del caso.

Questo differenzia nettamente l'impostazione terapeutica perché nel caso appena citato occorrerà unicamente il consulto di un medico reumatologo, e successiva terapia farmacologica; per i comuni dolori muscolo-scheletrici, formatisi su muscoli contratti e problemi posturali, sarà possibile usare l'intervento manuale per cercare la normalizzazione delle tensioni muscolari responsabili del quadro doloroso.

Succede spesso di ascoltare in studio "avrò preso un colpo d'aria", per giustificare la contrattura giunta repentinamente nel corso di poche ore... e l'abbigliamento estivo o il clima freddo contribuiscono a queste possibilità.

Il "colpo d'aria", specialmente da climatizzatore, può effettivamente creare quel minimo incremento di rigidità muscolare che, per qualcuno, può significare la comparsa di contratture dolorose: un fenomeno di questo tipo si potrà verificare nel collo del "signor/a qualcuno", i cui equilibri cervicali probabilmente presentavano già costrizioni non dolorose fino a quel momento, ma vicine al punto di difficoltà. A conferma di questa semplice ipotesi, nello stesso luogo altri potrebbero aver subito il medesimo colpo d'aria senza percepire il minimo disagio.

Questa piccola evidenza ci ricollega al "concetto di compensazione", capacità del sistema muscolo-scheletrico già chiarita in queste pagine che, in sintesi, spiega come l'equilibrio individuale, spesso imperfetto ma funzionale, possa mantenersi nel tempo fino a quando un incremento di sollecitazioni dinamiche (sforzi), statiche (posizioni) o incidenze climatiche, potranno comportare uno stato di contrattura muscolare reattiva con conseguente dolore. Non è il caso di analizzare nel dettaglio i processi biochimici, ma si tratta di un piccolo fenomeno flogistico locale, su base meccanica e non sistemica.

Che fare?

Per aiutarsi e proprio perché non è un'infiammazione generale, può essere utile l'immediata applicazione di calore sulla zona (borsa acqua, termoforo), in grado di svolgere un'azione decontratturante sui muscoli coinvolti (solitamente nel collo si tratta del muscolo angolare della scapola che, partendo dal bordo supero-interno della scapola, si dirige ai lati delle prime vertebre cervicali).

Qualcuno potrebbe obiettare indicando l'utilizzo di ghiaccio sulla parte, ma:

  • il ghiaccio è utile nei traumi veri e propri (distorsioni, contusioni, fratture) oppure in quegli episodi realmente infiammatori (ad esempio articolazione gonfia, calda, arrossata, con dolori pulsanti);
  • nel caso in esempio, considerando la contrattura da colpo d'aria (ma anche se successiva a piccoli sforzi non abituali oppure a posizioni non consone), non è adeguato raffreddare ulteriormente la zona. Il ghiaccio potrebbe sedare solo momentaneamente la sensazione dolorosa per azione sui recettori nervosi, ma successivamente produrrebbe una maggiore contrattura. Unicamente nelle condizioni in cui il dolore faccia percepire sensazioni di bruciore, con disagio all'ulteriore riscaldamento, è possibile cercare beneficio con la borsa del ghiaccio.

Non solo muscoli...

Abbiamo introdotto l'argomento cervicalgia partendo da una possibile causa scatenante come il colpo d'aria ma, quando i dolori sono presenti in maniera più costante, altri sintomi possono essere correlati alle disfunzioni meccaniche del distretto cranio-cervico-scapolare:

  1. mal di testa
  2. capogiri/vertigini
  3. perturbazioni dell'udito (sensazione di ovattamento oppure ronzii/fischi)
  4. perturbazioni della vista (sensazioni di affaticamento o prurito/bruciore)

Si tratta di sintomi per i quali il medico specialista non trova cause specifiche poiché l'alterato funzionamento di questi distretti, senza alcuna patologia, è totalmente riconducibile alla bio-dinamica cervicale perturbata.

Ne consegue che il trattamento dovrà essere formulato in maniera specifica, valutando prima quali saranno comparti e parametri da riequilibrare per ripristinare, rapidamente, la norma di funzionamento ed il conseguente benessere.

Per informazioni:

Dr. Danilo Casali - dottore in fisioterapia e in osteopatia

  • Marzabotto (Bo), via Lama di Reno 60/2
  • Rep.San Marino - Borgo Maggiore, via A.Lincoln 40

tel. 338 913 0805 oppure fisioarea@fisioarea.com




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