Mal di schiena e sciatica

Lombalgia.osteopatia.Metodo.Solere

Mal di schiena e sciatica, ancora una volta iniziamo da termini meno scientifici per fornire alcune valutazioni su un problema che, seppure per tempi brevi nella vita, può disturbare chiunque..

Lombalgia e lombosciatalgia: occorre sapere che...

Utilizzando i termini "mal di schiena" e "sciatica", ci addentriamo con termini di comune utilizzo in uno degli argomenti principali nel campo dei disturbi muscolo-scheletrici, ovvero quel "mal di schiena" che accomuna, nelle sue varie manifestazioni, numerosi individui di differenti età.

Un fenomeno doloroso lombare deve essere preventivamente inquadrato con una diagnosi medica, atta ad escludere che si tratti unicamente di un sintomo proveniente da altre patologie poi, quando è appurato che quadro clinico e sintomi riportano alla lombalgia comune siamo nella condizione per rivolgerci all'osteopata.

Sintetizzando le esigenze del paziente lombalgico, nella sua richiesta terapeutica è facile individuare le priorità:

  • poter ritornare come prima...
  • comprendere meglio l'accaduto per eliminare/ridurre le recidive;
  • acquisire le principali informazioni per non essere dipendenti dalla terapia, dedicando ogni tanto un momento ad alcuni esercizi semplici ma allineati al trattamento svolto in studio.

Per lombalgia comune si intende il dolore del tratto lombo-sacrale della colonna vertebrale che compare nell'individuo giovane o meno giovane, ma comunque dove la struttura osteo-articolare non presenta marcate alterazioni della conformità, tollerando anche i tipici segni di usura come discopatie, protrusioni discali, certi tipi di ernie discali, piccole anomalie congenite, scoliosi modeste o iniziale artrosi...

Una possibile complicazione della lombalgia è l'evoluzione verso la lombosciatalgia, con dolore irradiato lungo l'arto inferiore. In questo caso è frequente associare il fenomeno alle ernie discali, aspetto che tuttavia andrà valutato attentamente anche per stabilire  il reale peso di queste nella situazione algica.
Questa precisazione è doverosa a fronte delle evidenze cliniche e soprattutto per togliere quel carico di accentuata invalidità alla persona che spesso, per imprecisa assimilazione di informazioni reperite, si sente estremamente vulnerabile nella propria colonna vertebrale ed inibito nell'autonomia. Possono nascere così timori e comportamenti ingiustificati, totalmente inutili nell'iter terapeutico.

Rispetto agli anni precedenti, oggi è appurato che il fenomeno dell'ernia discale è più comune di quello che si pensi: esistono peraltro situazioni dove le stesse ernie sono asintomatiche come altri aspetti riconducibili all'usura delle strutture. In estrema sintesi, il corpo invecchia fuori e dentro, pertanto non è ipotizzabile dopo 30-50 anni di vita avere ancora i dischi intervertebrali nuovi...

Ciò che è importante, con o senza ernia del disco, è evitare alcune consuetudini che possono favorire o peggiorare la patologia discale ed i dolori lombari.

Ritorniamo ora alle tre priorità del paziente lombalgico: quello citato sopra potrebbe sembrare un programma eccessivamente ambizioso e prolungato ma la realtà, nella maggior parte dei casi, è ben diversa. Vediamo perché.

 

  1. "Ritornare come prima" è generalmente fattibile per tutte quelle situazioni dove l'individuo lamenta il dolore da qualche giorno o da qualche mese senza che nessuna lesione traumatica reale abbia modificato l'integrità delle strutture. Anche la/le eventuali ernie diagnosticate, non sono necessariamente un ostacolo al recupero in quanto spesso già presenti anche nel periodo precedente il dolore acuto. Molto diverse invece quelle situazioni dove l'ernia crea l'effettiva compressione della radice del nervo fino a comportare complicazioni neurologiche.
  2. I meccanismi che stanno alla base di un episodio di lombalgia possono essere facilmente comprensibili se analizzati in chiave biomeccanica. Ogni qualvolta arriva un episodio doloroso, è improprio pensare alla sfortuna o ad una "infiammazione fulminante" come nei processi flogistici dell'artrite. Vi sono sempre motivazioni molto recenti all'insorgenza del dolore, riconducibili talvolta a sforzi ma molto più spesso a posizioni tenute, sia per lavoro che per relax; può apparire strano ma coloro che sentono più dolore nei week-end o comunque stando maggiormente a riposo (seduti, a letto) possono facilmente comprendere quanto appena segnalato.
  3. Una parte fondamentale del trattamento è indubbiamente didattica, finalizzata ad apprendere alcuni esercizi mirati alla propria ri-equilibrazione. L'attività ginnica può favorire il mantenimento del benessere ma, per ridurre lo schema meccanico-disfunzionale insito nella lombalgia comune, è fondamentale considerare ed agire su alcune asimmetrie: in questo caso l'indicazione giusta è possibile solo dopo un'accurata valutazione clinica e posturale.

 

 

Lombalgia.. al femminile

Quando il dolore lombare si presenta nella donna in età fertile e con cicliche recidive, può essere che vi sia un legame con la fase mestruale e/o ovulatoria: in questo caso potrebbe trattarsi di una lombalgia catameniale, non di rado associata ad altri sintomi della dismenorrea primaria (cefalea, dolori al ventre).

Sovente il "terreno circolatorio" che favorisce l'insorgenza della lombalgia catameniale comporta le estremità del corpo fredde (piedi e mani, senza che vi siano patologie vascolari), nonché l'eventuale presenza di altri piccolo disturbi come colite, stitichezza, cistalgie. Anche per questo specifico capitolo del mal di schiena femminile e degli altri disturbi da dismenorrea primaria, il trattamento è estremamente rapido poiché sono sufficienti tre sedute (una al mese) per normalizzare la situazione.

Per ulteriori informazioni:

Dr. Danilo Casali - dottore in fisioterapia e in osteopatia, riceve su appuntamento a:

  • Marzabotto (Bo), via Lama di Reno 60/2
  • Rep.San Marino - Borgo Maggiore, via A.Lincoln 40

per informazioni 338 913 0805 oppure

CIAO