Pubalgia

Indipendentemente dal fatto che colpisca un atleta professionista o un normale individuo può condizionare e non poco l'attività svolta: analisi biomeccanica e osteopatia in aiuto della medicina per la cura della pubalgia.

In un atleta professionista che quotidianamente svolge attività muscolare, la forza è un requisito necessario ma non è la sua mancanza a generare dei dolori come la pubalgia. Esistono altre cause che devono essere considerate nel trattamento

Un altro capitolo dove l'orientamento proposto da Fisioarea® è in grado di distinguersi per rapidità ed efficacia, è la pubalgia: non è compito di questo spazio spiegarne il percorso diagnostico, ma è invece rilevante interpretarla attraverso l'analisi sistemica che prevede il Metodo Solère, nonché considerando il ruolo di alcune catene miofasciali.

Quando a livello diagnostico è stato appurato che il dolore riferito al pube o in sua prossimità, è secondario alla tendinopatia dei muscoli addominali e/o adduttori (di qui anche il nome di sindrome retto-adduttoria), diventa interessante analizzare come le sollecitazioni che il soggetto imprime al sistema muscolo scheletrico, ed in particolare al cingolo pelvico, vengono sottoposte a ripartizione: nella pubalgia questa funzione sarà inevitabilmente perturbata.

In meccanica nessun ingegnere penserebbe, per risolvere il problema, di potenziare quel motore il cui sistema di trasmissione mostra segni di logorio in atto.
 Analogamente, nella meccanica muscolo-scheletrica, non è assolutamente coerente rinforzare, e quindi sovraccaricare, quei muscoli che sul versante tendineo già manifestano i segni dello stesso logorio: è invece significativo arrivare a comprendere perché quell'individuo, che svolge un allenamento simile ad altri, accusa la pubalgia.
 Nella valutazione dell'atleta che soffre di pubalgia è frequente incontrare la coesistenza di due situazioni che dovranno essere ampiamente considerate in fase di impostazione terapeutica:

  • disequilibri presenti nel sistema, sia sul piano osteo-articolare che mio-fasciale, ma ad influenza spesso reciproca;
  • errori sistematici nelle procedure di allenamento, spesso basati sul reclutamento abnorme della muscolatura "statica" all'interno di esercizi per il potenziamento.

Il dolore rappresenta la manifestazione delle sollecitazioni abnormi che vengono a concentrarsi sul pube e che, nel tempo, potranno eventualmente causare le modificazioni strutturali visibili agli esami: in sede terapeutica, interrompere quello schema disfunzionale rilevato in fase valutativa, porterà un immediato miglioramento del dolore e successivamente la possibilità di riparazione sulle strutture mio-fasciali e periarticolari.

Da non trascurare inoltre come il concetto dell'osteopatia, applicato con i criteri moderni e scientifici del Metodo Solère, possa fornire al paziente che soffe di pubalgia, le risposte necessarie per una cura adeguata.

Per ulteriori informazioni:

Dr Danilo Casali - dottore in fisioterapia e in osteopatia
 

  • Marzabotto (Bo), via Lama di Reno 60/2
  • Rep.San Marino - Borgo Maggiore, via A.Lincoln 40

per informazioni 338 913 0805

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